Famiglie Accoglienti

Sabato 9 novembre 2019 si svolgerà a Bologna l'assemblea dell'Associazione Famiglie Accoglienti.

Le conclusioni del RAPPORTO 2019 SULL’ECONOMIA DELL’IMMIGRAZIONE della FONDAZIONE LEONE MORESSA

WWW.FONDAZIONELEONEMORESSA.ORG

LA FUGA DEI GIOVANI ITALIANI. Negli ultimi 10 anni abbiamo perso 250 mila giovani, l’equivalente della città di Verona. In termini economici un potenziale di 16 miliardi di euro (1,1% del PIL).

DIMINUISCONO I FLUSSI DEGLI IMMIGRATI. Rispetto a 10 anni fa sono diminuiti i Permessi di Soggiorno e crollati i Permessi di Soggiorno per Lavoro (-96%). A livello europeo l’Italia è il 14° PAESE per numero di Permessi per LAVORO rilasciati.

IL CONTRIBUTO AL NOSTRO PAESE DELL’IMMIGRAZIONE. Gli stranieri regolarmente presenti nel nostro paese producono 139 miliardi, il 9% del Pil nazionale. Ed anche se occupano principalmente professioni non qualificate contribuiscono sia a livello fiscale che contributivo al nostro sistema economico.

PROSPETTIVE FUTURE. Nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione italiana e questo porterà a forti squilibri economici e finanziari. Dare maggiori opportunità ai giovani italiani ed agli immigrati regolari è l’unica strana per riuscire a sostenere il sistema economico italiano.

Rapporto_Immigrazione_2019_FLM.pdf

È la notte tra il 6 e il 7 ottobre scorsi. C'è un'imbarcazione che è riuscita ad arrivare molto vicino a ciò che i suoi passeggeri consideravano la libertà. Libertà che non hanno mai raggiunto. La piccola barca infatti è colata a picco portando con se la morte di almeno 12 persone. L'imbarcazione affondata al largo di Lampedusa è stata individuata dalla Guardia Costiera. Queste sono le conseguenze delle "nostre", intese come Unione Europea, decisioni politiche.

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DA REPUBBLICA.IT

"Migranti, il 68 per cento degli italiani a favore del diritto all'accoglienza"

Secondo una ricerca Ipsos per la WeWorld onlus: nonostante una percezione falsata della presenza reale di stranieri, l'immigrazione è solo al quarto posto tra le preoccupazioni dei cittadini. Il 68 per cento degli italiani è ancora ben disposto nei confronti dei rifugiati e a favore del diritto all'accoglienza. Nell'Italia che durante i 14 mesi di Salvini al Viminale è stata lacerata da un rigurgito di odio e razzismo, è sorprendente l'esito della ricerca su italiani e migranti condotta dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli per WeWorld Onlus e presentata questa mattina a Bologna.


Tratto da repubblica.it

"Prassi illegittime nei confronti dei richiedenti asilo: il report della Diaconia Valdese"

Servizi Inclusione, settore della Diaconia Valdese che si occupa dell'accoglienza migranti, ha recentemente realizzato un documento di raccolta delle prassi illegittime rilevate a livello nazionale per richiedenti asilo e titolari di protezione inseriti in progetti di accoglienza svolti dal servizio.

Se da un lato il cosiddetto "decreto sicurezza" sta incidendo in modo evidente sulle possibilità di accesso ai diversi diritti finora riconosciuti ai cittadini stranieri che sono regolarmente presenti sul territorio italiano a seguito della richiesta di protezione internazionale - si legge nel documento - dall'altra le prassi illegittime testimoniate da Servizi Inclusione molto spesso derivano dalla poca conoscenza della normativa da parte dei funzionari con cui gli operatori si interfacciano, comportando intoppi procedurali e lavoro aggiuntivo, con la conseguenza di non consentire ai beneficiari di accedere a tutti i diritti che dovrebbero venir loro riconosciuti.

Il lavoro, che copre il periodo dicembre 2018-settembre 2019, è stato realizzato seguendo le linee guida per la raccolta delle prassi illegittime messo a disposizione da ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione).

L'obiettivo è di comprendere meglio cosa succede sul territorio, al fine di poter avviare azioni comuni ma anche condividere buone prassi per la risoluzione, per quanto possibile senza ricorso alle vie legali, delle situazioni in cui i diritti sono stati violati.

Le situazioni di illegittimità vanno dalla mancata iscrizione (o mancato rinnovo dell'iscrizione) al Servizio Sanitario Nazionale al mancato riconoscimento delle esenzioni per reddito, dal rifiuto dei comuni di iscrivere all'anagrafe i richiedenti asilo presenti sul loro territorio alle difficoltà di aprire un conto corrente o accedere ad altri servizi quali rilascio di codice fiscale, attestato ISEE ecc.


Per maggiori dettagli scarica il documento "Raccolta prassi illegittime rilevate a livello nazionale per richiedenti asilo e titolari di protezione inseriti in progetti di accoglienza presso la diaconia valdese".

"L’Italia ha interesse all’arrivo di migranti, perché li richiede il mercato del lavoro e per motivi demografici"

Al disagio che alcuni provano nell’osservare quanto sia arduo gestire, sotto questo aspetto, il fenomeno migratorio si può rispondere in due modi. Il primo, che piace a molti, è quello della escalation repressiva: impedire che gli stranieri partano alla volta dell’Italia (Marco Minniti); se partono ugualmente, impedire che arrivino (Matteo Salvini); se arrivano comunque, sparare alle gambe (Donald Trump).

Il secondo, più meditato, parte dal chiedersi se il nostro paese abbia un interesse all’arrivo di migranti. Ne ha – a mio parere – almeno sotto due aspetti: il mercato del lavoro e il problema demografico.


Tratto da un articolo di Sergio Briguglio, dal titolo "Non passa lo straniero:. Eppure ne abbiamo bisogno" pubblicato su lavoce.info (link)

Matteo Salvini, il quale tenta di sfruttare al massimo i sentimenti peggiori di una parte degli italiani, i quali erroneamente vedono nell’immigrazione la causa dell’attuale disastro economico (che ha ben altre origini), con il decreto sicurezza bis inasprisce, in contrasto con la legge sul mare e in contrasto con la Costituzione italiana, le norme e le sanzioni riguardanti le operazioni di salvataggio delle ONG.

Infatti l’articolo 1 conferisce al Ministro dell’Interno il potere di emanare provvedimenti volti a vietare o limitare l’ingresso, il transito o la permanenza nelle acque territoriali per motivi di ordine e sicurezza pubblica. Di conseguenza la discrezionalità del Ministro viene fortemente esasperata ed egli è messo in grado di realizzare, senza ostacoli, la politica cosiddetta dei porti chiusi.

L’articolo 2 introduce inoltre specifiche sanzioni nei confronti dei trasgressori dei divieti sovra accennati prevedendo che, in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, si applica al comandante, all’armatore e al proprietario della nave, fatte salve le sanzioni penali, la sanzione amministrativa da euro 10 mila a euro 50 mila.

In caso di reiterazione commessa con l’utilizzo della stessa nave si applica altresì la sanzione accessoria della confisca della nave procedendo al sequestro cautelare.

All’applicazione delle sanzioni provvede il Prefetto, cioè un organo direttamente dipendente dal Ministro dell’Interno.

La legge, soprattutto, elimina la causa di esclusione della responsabilità di ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

È sufficiente quest’ultima norma per dimostrare quanto ignobile e contraria a ogni principio di diritto sia la legge in questione, dettata soltanto per venire incontro ai sentimenti più degradati dell’animo umano.

Il Parlamento dovrà necessariamente respingere questo vergognoso testo. Comunque saranno i cittadini italiani, quelli dotati di umanità e di senso della giustizia, che agiranno in giudizio per farlo cancellare dalla Corte costituzionale.

Professor Paolo Maddalena

Vicepresidente emerito della Corte costituzionale

Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”


ERAVAMO E SIAMO TUTTI MIGRANTI

Non c'è muraglia cinese, cortina di ferro sovietica, muro nordamericano, barriera spinata europea che tenga! Il movimento degli uomini e delle donne è parte della vita del mondo e dello sviluppo (affascinante, contraddittorio, non sempre facile) della società umana. L'incontro delle differenze è inevitabile e fecondo, le società chiuse deperiscono e muoiono. Dobbiamo saper governare tutto questo, né subirlo né esorcizzarlo.

(Marco Tarquinio, Avvenire, 11 agosto 2019)

L’Italia non è quella che ci viene mostrata ogni giorno sugli schermi televisivi. Non è un Paese impaurito, rancoroso, ostile verso gli stranieri e i “diversi”. Non è il Paese dei respingimenti in mare, dell’indifferenza verso le sofferenze e le morti di donne e bambini, della chiusura di fronte a culture e religioni diverse. La paura si può superare. Soprattutto la possiamo affrontare ricordandoci che è sempre una cattiva consigliera: ci spinge a rinchiuderci in fortini, ad alzare muri e a ignorare i diritti umani. L’Italia, Paese di emigranti fin dal 1861, sa quanto sia doloroso lasciare la propria terra e quanto sia importante trovare accoglienza e speranza in Paesi lontani. Noi vogliamo creare nuove relazioni con chi fugge dalla propria patria, offrire non soltanto accoglienza ma speranza, come prescritto dal troppo spesso dimenticato articolo 10 della Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica”.

Da Piazza Maggiore a Bologna

Pity the nation


Pity the nation whose people are sheep

And whose shepherds mislead them

Pity the nation whose leaders are liars

Whose sages are silenced

And whose bigots haunt the airwaves

Pity the nation that raises not its voice

Except to praise conquerers

And acclaim the bully as hero

And aims to rule the world

By force and by torture

Pity the nation that knows

No other language but its own

And no other culture but its own

(...)


Lawrence Ferlinghetti, 2007