Mediterranea riparte. La Mar Jonio torna in mare

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Con un comunicato stampa Mediterranea annuncia la ripartenza della nave Mar Jonio. La nave ritorna in mare dopo avere soccorso venerdì 19, rispondendo a un Mayday lanciato via radio, 67 persone lasciate alla deriva e che avevano già perso ogni speranza di sopravvivere, e averle sbarcate nel porto sicuro di Pozzallo.

La nostra nave, la Mare Jonio, è salpata ieri sera dal porto di Pozzallo per tornare nel Mediterraneo centrale e portare a conclusione la sua ottava missione dopo avere soccorso nei giorni scorsi, rispondendo a un mayday, 67 persone lasciate alla deriva che avevano già perso ogni speranza di sopravvivere. 

Ancora una volta, prima della ripartenza, abbiamo superato le dovute ispezioni sanitarie grazie all’applicazione dei più avanzati protocolli anti-COVID previsti dalle organizzazioni internazionali dei marittimi e dei trasportatori. 

Siamo attrezzati a livello ospedaliero per affrontare ogni emergenza e garantire la salute di tutte e tutti. La pandemia non ferma chi fugge dalle torture, e per la pandemia non è possibile sottrarsi al dovere di soccorrere. Finché non si apriranno corridoi umanitari per donne, bambini e uomini che oggi sono seviziati in massa nei campi libici, i trafficanti continueranno a lucrare, le persone continueranno a rischiare la vita e noi non potremo fermarci. 

Nella prima parte di questa missione abbiamo dovuto assistere a tutto l’orrore che attraversa il nostro mare: una cattura e un respingimento in Libia a poche miglia da noi, e poi il corpo di un ragazzo in tale stato di decomposizione che non è stato in alcun modo possibile recuperarne le membra per restituirlo alla sua famiglia, e per cui abbiamo solo potuto avvertire immediatamente le autorità chiedendo di intervenire. Poco dopo, per fortuna, siamo riusciti a raggiungere e soccorrere 67 persone ancora vive

Torniamo dove dovrebbero esserci le navi dei governi europei e invece regnano solo le milizie libiche che questi governi continuano a finanziare nonostante la loro stretta contiguità, quando non coincidenza, con trafficanti, aguzzini e stupratori. 

Chiediamo ancora una volta ai nostri equipaggi di terra di accompagnarci in questo viaggio, di essere a bordo con noi, di aiutarci ad affermare sempre, con le azioni e le parole, che le vite umane contano.