La testimonianza di Lamin

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Le Sezioni Unite della Cassazione bocciano il Decreto sicurezza

Con la sentenza n. 29460/2019 le Sezioni Unite della Corte di cassazione hanno risolto il contrasto giurisprudenziale relativo alla immediata applicazione o meno della parte del decreto legge n. 113/2018 (convertito in legge n. 132/2018 – cd. decreto sicurezza) che ha abrogato l’art. 5, co. 6 TU immigrazione d.lgs. 286/98 che consentiva anche alle Commissioni territoriali di riconoscere al/alla richiedente asilo la protezione umanitaria, se rifiutata la protezione internazionale (rifugio politico o protezione sussidiaria) -> leggi l'approfondimento

Migranti-fantasmi

Vittime del lavoro nero o della delinquenza più o meno organizzata. Questo sono le migliaia di migranti-fantasmi che i Decreti “sicurezza” quotidianamente abbandona per strada. Sono giovani carichi di speranza e con tanta voglia di lavorare per farsi un futuro e mandare qualche spicciolo a casa proprio come i nostri genitori e i nonni che emigrarono in Belgio, in Germania o nelle Americhe. Non sono stati riconosciuti dalle Commissioni che hanno trattato sbrigativamente le loro posizioni e sono stati diniegati, rigettati, rifiutati. Ora non hanno più un centro di accoglienza disposto ad accoglierli né la possibilità di accedere a un contratto di lavoro perché per quello c'è bisogno di un permesso di soggiorno. Stanno per strada e sono le vittime future di sfruttatori o delinquenti. Se la polizia li ferma, non li porta in un centro di permanenza perché peserebbero sulle spalle dello Stato e nemmeno potrebbero rimpatriarli perché non vi è accordo con i Paesi di provenienza e il viaggio costerebbe troppo. E allora restano fantasmi. Per loro non c'è alternativa. Per questo supplico e scongiuro, elemosino e imploro il governo della discontinuità, del cambiamento o come cavolo vuole definirsi, di porre mano a risanare la situazione di queste persone che sono funzionali esattamente a chi dice che l'immigrazione crea insicurezza. Dobbiamo far capire che, al contrario, a creare insicurezza sono i decreti che, in nome della sicurezza, li consegnano alla delinquenza.

tratto da mosaicodipace.it

Le foto dell'assemblea

Il 9 novembre 2019 si è tenuta a Bologna l'assemblea di Famiglie Accoglienti. Riviviamola attraverso alcuni scatti

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Il tempo è scaduto! Rinnovato il memorandum Italia-Libia


L'accordo tra Italia e Libia è stato rinnovato, con la vaga richiesta di "rinegoziare" in parte gli accordi: un'assoluta vergogna! Per capire di cosa stiamo parlando però dobbiamo fare un salto indietro nel tempo.

Torniamo al 2 febbraio 2017, quando a capo della presidenza del Consiglio dei ministri c’era Paolo Gentiloni. È sua la firma su un memorandum Italia-Libia che, sottoscritto anche dal suo omologo libico, cioè il primo ministro del Governo di Riconciliazione Nazionale libico Fayez al-Sarraj, sanciva degli accordi sulla fornitura di aiuti economici e supporto tecnico alle autorità libiche.

L’articolo 2 parla di “adeguamento e finanziamento dei centri di accoglienza summenzionati già attivi nel rispetto delle norme pertinenti, usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e di finanziamenti dell'Unione Europea. La parte italiana contribuisce, attraverso la fornitura di medicinali e attrezzature mediche per i centri sanitari di accoglienza, a soddisfare le esigenze di assistenza sanitaria dei migranti illegali, per il trattamento delle malattie trasmissibili e croniche gravi”.

Detto in termini ancora più concreti, l’Italia dopo la firma del memorandum del 2 febbraio 2017 ha iniziato a finanziare anche i centri di accoglienza libici. Centri di accoglienza che ora sappiamo senza dubbio, grazie ai report dell’UNHCR ed al lavoro di colleghi giornalisti, essere in realtà dei veri e propri centri di detenzione, che di accoglienza e di umano hanno ben poco.

L’esperienza dell’accoglienza

Condivisione della quotidianità e scambio tra culture. Le pratiche solidali della società civile di un’Italia ancora troppo poco raccontata. L’esperienza dell’associazione Famiglie accoglienti. La campagna per Rajane, il bambino dei libri

-> leggi l'articolo completo su Patriaindipendente.it

Le conclusioni del RAPPORTO 2019 SULL’ECONOMIA DELL’IMMIGRAZIONE della FONDAZIONE LEONE MORESSA

WWW.FONDAZIONELEONEMORESSA.ORG

LA FUGA DEI GIOVANI ITALIANI. Negli ultimi 10 anni abbiamo perso 250 mila giovani, l’equivalente della città di Verona. In termini economici un potenziale di 16 miliardi di euro (1,1% del PIL).

DIMINUISCONO I FLUSSI DEGLI IMMIGRATI. Rispetto a 10 anni fa sono diminuiti i Permessi di Soggiorno e crollati i Permessi di Soggiorno per Lavoro (-96%). A livello europeo l’Italia è il 14° PAESE per numero di Permessi per LAVORO rilasciati.

IL CONTRIBUTO AL NOSTRO PAESE DELL’IMMIGRAZIONE. Gli stranieri regolarmente presenti nel nostro paese producono 139 miliardi, il 9% del Pil nazionale. Ed anche se occupano principalmente professioni non qualificate contribuiscono sia a livello fiscale che contributivo al nostro sistema economico.

PROSPETTIVE FUTURE. Nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione italiana e questo porterà a forti squilibri economici e finanziari. Dare maggiori opportunità ai giovani italiani ed agli immigrati regolari è l’unica strana per riuscire a sostenere il sistema economico italiano.

Rapporto_Immigrazione_2019_FLM.pdf

Migranti: un fondo per inserirli al lavoro

550 mila euro per dare casa e lavoro a 150 persone. Parte un intervento straordinario della Fondazione Cariparo e della Diocesi di Padova, nell’ambito del Fondo di Solidarietà, per l’integrazione lavorativa dei migranti ai quali è stato riconosciuto lo status di protezione umanitaria dalla commissione ministeriale e che, in mancanza di un lavoro, non possono rinnovare né convertire il permesso di soggiorno. L’intervento rientra nelle finalità del Fondo in quanto finalizzato a favorire l’autonomia e l’inclusione socio-lavorativa dei destinatari, attivando un percorso partecipativo con il coinvolgimento delle istituzioni e della società civile.


È la notte tra il 6 e il 7 ottobre scorsi. C'è un'imbarcazione che è riuscita ad arrivare molto vicino a ciò che i suoi passeggeri consideravano la libertà. Libertà che non hanno mai raggiunto. La piccola barca infatti è colata a picco portando con se la morte di almeno 12 persone. L'imbarcazione affondata al largo di Lampedusa è stata individuata dalla Guardia Costiera. Queste sono le conseguenze delle "nostre", intese come Unione Europea, decisioni politiche.

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DA REPUBBLICA.IT

"Migranti, il 68 per cento degli italiani a favore del diritto all'accoglienza"

Secondo una ricerca Ipsos per la WeWorld onlus: nonostante una percezione falsata della presenza reale di stranieri, l'immigrazione è solo al quarto posto tra le preoccupazioni dei cittadini. Il 68 per cento degli italiani è ancora ben disposto nei confronti dei rifugiati e a favore del diritto all'accoglienza. Nell'Italia che durante i 14 mesi di Salvini al Viminale è stata lacerata da un rigurgito di odio e razzismo, è sorprendente l'esito della ricerca su italiani e migranti condotta dalla Ipsos di Nando Pagnoncelli per WeWorld Onlus e presentata questa mattina a Bologna.


Tratto da repubblica.it

"Prassi illegittime nei confronti dei richiedenti asilo: il report della Diaconia Valdese"

Servizi Inclusione, settore della Diaconia Valdese che si occupa dell'accoglienza migranti, ha recentemente realizzato un documento di raccolta delle prassi illegittime rilevate a livello nazionale per richiedenti asilo e titolari di protezione inseriti in progetti di accoglienza svolti dal servizio.

Se da un lato il cosiddetto "decreto sicurezza" sta incidendo in modo evidente sulle possibilità di accesso ai diversi diritti finora riconosciuti ai cittadini stranieri che sono regolarmente presenti sul territorio italiano a seguito della richiesta di protezione internazionale - si legge nel documento - dall'altra le prassi illegittime testimoniate da Servizi Inclusione molto spesso derivano dalla poca conoscenza della normativa da parte dei funzionari con cui gli operatori si interfacciano, comportando intoppi procedurali e lavoro aggiuntivo, con la conseguenza di non consentire ai beneficiari di accedere a tutti i diritti che dovrebbero venir loro riconosciuti.

Il lavoro, che copre il periodo dicembre 2018-settembre 2019, è stato realizzato seguendo le linee guida per la raccolta delle prassi illegittime messo a disposizione da ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione).

L'obiettivo è di comprendere meglio cosa succede sul territorio, al fine di poter avviare azioni comuni ma anche condividere buone prassi per la risoluzione, per quanto possibile senza ricorso alle vie legali, delle situazioni in cui i diritti sono stati violati.

Le situazioni di illegittimità vanno dalla mancata iscrizione (o mancato rinnovo dell'iscrizione) al Servizio Sanitario Nazionale al mancato riconoscimento delle esenzioni per reddito, dal rifiuto dei comuni di iscrivere all'anagrafe i richiedenti asilo presenti sul loro territorio alle difficoltà di aprire un conto corrente o accedere ad altri servizi quali rilascio di codice fiscale, attestato ISEE ecc.


Per maggiori dettagli scarica il documento "Raccolta prassi illegittime rilevate a livello nazionale per richiedenti asilo e titolari di protezione inseriti in progetti di accoglienza presso la diaconia valdese".

"L’Italia ha interesse all’arrivo di migranti, perché li richiede il mercato del lavoro e per motivi demografici"

Al disagio che alcuni provano nell’osservare quanto sia arduo gestire, sotto questo aspetto, il fenomeno migratorio si può rispondere in due modi. Il primo, che piace a molti, è quello della escalation repressiva: impedire che gli stranieri partano alla volta dell’Italia (Marco Minniti); se partono ugualmente, impedire che arrivino (Matteo Salvini); se arrivano comunque, sparare alle gambe (Donald Trump).

Il secondo, più meditato, parte dal chiedersi se il nostro paese abbia un interesse all’arrivo di migranti. Ne ha – a mio parere – almeno sotto due aspetti: il mercato del lavoro e il problema demografico.


Tratto da un articolo di Sergio Briguglio, dal titolo "Non passa lo straniero:. Eppure ne abbiamo bisogno" pubblicato su lavoce.info (link)