Famiglie Accoglienti

OCEAN VIKING

Malta ha accettato di collaborare allo sbarco dei richiedenti asilo della Ocean Viking, che effettivamente sono sbarcati ieri notte in un porto maltese. In queste ore dovrebbero essere trasferiti in vari paesi europei, tra cui Francia e Germania. Il comunicato di Medici Senza Frontiere: "Dopo 14 giorni di inutili sofferenze, i 356 sopravvissuti a bordo di #OceanViking sbarcheranno a #Malta. Alcuni paesi #UE si sono finalmente fatti avanti con una risposta a questo disastro umanitario in mare ma serve subito un meccanismo di sbarco predeterminato".

MAI PIU'

Si è aperta la crisi e il presidente Mattarella ha completato le prime consultazioni. Qualunque governo si faccia nelle prossime ore non ci deve essere mai più un ministro che ignora e tradisce la Costituzione, che incita all'odio, che insulta i giudici e gli avversari politici, che si fa vedere insieme ai fascisti e che rifiuta di applicare le sentenze.

MAI PIU'

"La garanzia dei cittadini nei confronti del potere pubblico in un Paese libero e democratico è assicurata dall'obbligo che ha l'Amministrazione di eseguire i provvedimenti del Giudice, e ciò, associato alla indipendenza di quest'ultimo, rappresenta uno dei pilastri dello Stato di Diritto.

La Costituzione repubblicana riconosce che l'ultima parola, rispetto alla verifica della legittimità degli atti amministrativi, spetta al Giudice.

La non esecuzione di un provvedimento del Giudice da parte dell'Amministrazione, prima ancora che comportare eventuali responsabilità penali, rappresenta una violazione di un caposaldo fondamentale dello Stato di Diritto, su cui si regge l'ordine civile del nostro Paese" (senatore Gregorio De Falco).

Matteo Salvini, il quale tenta di sfruttare al massimo i sentimenti peggiori di una parte degli italiani, i quali erroneamente vedono nell’immigrazione la causa dell’attuale disastro economico (che ha ben altre origini), con il decreto sicurezza bis inasprisce, in contrasto con la legge sul mare e in contrasto con la Costituzione italiana, le norme e le sanzioni riguardanti le operazioni di salvataggio delle ONG.

Infatti l’articolo 1 conferisce al Ministro dell’Interno il potere di emanare provvedimenti volti a vietare o limitare l’ingresso, il transito o la permanenza nelle acque territoriali per motivi di ordine e sicurezza pubblica. Di conseguenza la discrezionalità del Ministro viene fortemente esasperata ed egli è messo in grado di realizzare, senza ostacoli, la politica cosiddetta dei porti chiusi.

L’articolo 2 introduce inoltre specifiche sanzioni nei confronti dei trasgressori dei divieti sovra accennati prevedendo che, in caso di violazione del divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane, si applica al comandante, all’armatore e al proprietario della nave, fatte salve le sanzioni penali, la sanzione amministrativa da euro 10 mila a euro 50 mila.

In caso di reiterazione commessa con l’utilizzo della stessa nave si applica altresì la sanzione accessoria della confisca della nave procedendo al sequestro cautelare.

All’applicazione delle sanzioni provvede il Prefetto, cioè un organo direttamente dipendente dal Ministro dell’Interno.

La legge, soprattutto, elimina la causa di esclusione della responsabilità di ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

È sufficiente quest’ultima norma per dimostrare quanto ignobile e contraria a ogni principio di diritto sia la legge in questione, dettata soltanto per venire incontro ai sentimenti più degradati dell’animo umano.

Il Parlamento dovrà necessariamente respingere questo vergognoso testo. Comunque saranno i cittadini italiani, quelli dotati di umanità e di senso della giustizia, che agiranno in giudizio per farlo cancellare dalla Corte costituzionale.

Professor Paolo Maddalena

Vicepresidente emerito della Corte costituzionale

Presidente dell’associazione “Attuare la Costituzione”


ERAVAMO E SIAMO TUTTI MIGRANTI

Non c'è muraglia cinese, cortina di ferro sovietica, muro nordamericano, barriera spinata europea che tenga! Il movimento degli uomini e delle donne è parte della vita del mondo e dello sviluppo (affascinante, contraddittorio, non sempre facile) della società umana. L'incontro delle differenze è inevitabile e fecondo, le società chiuse deperiscono e muoiono. Dobbiamo saper governare tutto questo, né subirlo né esorcizzarlo.

(Marco Tarquinio, Avvenire, 11 agosto 2019)

L’Italia non è quella che ci viene mostrata ogni giorno sugli schermi televisivi. Non è un Paese impaurito, rancoroso, ostile verso gli stranieri e i “diversi”. Non è il Paese dei respingimenti in mare, dell’indifferenza verso le sofferenze e le morti di donne e bambini, della chiusura di fronte a culture e religioni diverse. La paura si può superare. Soprattutto la possiamo affrontare ricordandoci che è sempre una cattiva consigliera: ci spinge a rinchiuderci in fortini, ad alzare muri e a ignorare i diritti umani. L’Italia, Paese di emigranti fin dal 1861, sa quanto sia doloroso lasciare la propria terra e quanto sia importante trovare accoglienza e speranza in Paesi lontani. Noi vogliamo creare nuove relazioni con chi fugge dalla propria patria, offrire non soltanto accoglienza ma speranza, come prescritto dal troppo spesso dimenticato articolo 10 della Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica”.

Da Piazza Maggiore a Bologna

Pity the nation


Pity the nation whose people are sheep

And whose shepherds mislead them

Pity the nation whose leaders are liars

Whose sages are silenced

And whose bigots haunt the airwaves

Pity the nation that raises not its voice

Except to praise conquerers

And acclaim the bully as hero

And aims to rule the world

By force and by torture

Pity the nation that knows

No other language but its own

And no other culture but its own

(...)


Lawrence Ferlinghetti, 2007