Com’è cambiata l’accoglienza con i decreti sicurezza

Da 35 euro a 19/21, da un’idea di accoglienza diffusa ad un accentramento che, in alcune situazioni, sa di monopolio. Gli effetti dei decreti sicurezza voluti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, non hanno avuto l’effetto annunciato. A dirlo è un report congiunto di Action Aid e Openpolis, che analizza com’è cambiata l’accoglienza dopo l’entrata in vigore dei due decreti.

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“Carola Rackete agì correttamente”: le motivazioni della Cassazione sul…

Carola Rackete agì correttamente “seguendo le disposizioni sul salvataggio in mare perché l’obbligo di prestare soccorso non si esaurisce nell’atto di sottrarre i naufraghi al pericolo di perdersi in mare ma comporta l’obbligo accessorio e conseguente di sbarcarli in un luogo sicuro“.

Ecco perché un mese fa la Corte di Cassazione ha annullato l’ordine di arresto emesso ad agosto dalla Procura di Agrigento nei confronti della comandante della Sea Watch dopo che Rackete, quasi scontrandosi con una motovedetta della Guardia di finanza che le sbarrava il passo, aveva forzato il divieto di ingresso firmato da Matteo Salvini e portato la nave della Ong tedesca fino al molo di Lampedusa per sbarcare i migranti soccorsi diversi giorni prima.

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Il decreto Salvini ha favorito il “business dell’accoglienza”

Grandi centri di accoglienza nelle mani di pochi enti gestori che in alcuni territori esercitano un vero e proprio monopolio: è quanto emerge dall’ultima parte del rapporto di Action Aid e di Openpolis, pubblicato il 16 febbraio, sugli effetti del primo decreto sicurezza entrato in vigore nell’ottobre del 2018, fortemente voluto dall’ex ministro dell’interno Matteo Salvini. 

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LA GRANDE MIGRAZIONE DEI RAGAZZINI: UN’ESPERIENZA E UN LIBRO

Accogliere in casa ragazzi venuti da lontano: un’esperienza che ha cambiato la vita non solo ai ragazzi accolti ma anche alle persone che hanno aperto le loro case.

Ci sono domande che di fronte ad un essere umano che decide di cambiare radicalmente la sua vita, rischiando durante questo viaggio di perderla, dovrebbero essere spontanee. Chi sono? Da cosa fuggono questi ragazzi? Cosa si sono lasciati alle spalle? Cosa cercano in Europa? Hanno scelto da soli di partire? 

Domande che sorgono ancora più spontanee quando quelli che partono, partono bambini, poi tutto cambia. 

Ora queste storie sono racchiuse in un libro, si intitola Teen Immigration di Anna Granata e Elena Granata (Vita e Pensiero, Milano, 2019) e si può approfondire qui

Senza gli immigrati il nostro Pil calerebbe a picco

La Fondazione Giuseppe Di Vittorio smentisce con le cifre tre luoghi comuni sugli stranieri: «Ci invadono»; «Ci rubano i soldi»; «Ci rubano il lavoro». E si scopre che, senza immigrazione, il nostro Prodotto interno lordo sarebbe negativo

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Iscriviti all’associazione

Cari amici ricordiamo, a chi non lo avesse ancora fatto, che sono “aperte” le iscrizioni all’associazione per il 2020. Trovate tutte le informazioni sul sito
www.famiglieaccoglienti.eu
Anticipiamo che probabilmente l’assemblea si terrà il 7 marzo, ore 10-14.
Informazioni dettagliate arriveranno quanto prima.

Cari amici ricordiamo, a chi non lo avesse ancora fatto, che sono “aperte” le iscrizioni all’associazione per il 2020….

Pubblicato da Famiglie Accoglienti su Venerdì 7 febbraio 2020

Non c’è nessun legame tra gli sbarchi di migranti…

La propaganda politica è arrivata a pensare anche a questo. Proprio nei giorni in cui l’espansione del coronavirus si stava diffondendo anche in altri Paesi, un leader di una forza politica italiana ha chiesto se sia «normale» che mentre nel resto del mondo vengono chiuse le «frontiere» per via del nuovo coronavirus cinese 2019-nCoV, in Italia vengano fatti sbarcare i migranti.

Ma esiste qualche connessione tra le due cose? No, e lo si evince anche solo guardando la cartina del contagio del virus.

Ad oggi (3 febbraio ore 16:55) i contagiati nel mondo sono stati 17.489. Di questi in Cina ci sono stati 17.306 casi con un totale di 362 morti. Il coronavirus è sicuramente un virus da non sottovalutare ma allo stesso tempo non dev’essere raccontato con toni allarmistici che non hanno alcun fondamento scientifico.

Oltre a ciò, un fatto di importanza mondiale non dovrebbe essere ricondotto alla più becera propaganda politica, ma questo è un ragionamento che ci troviamo a fare sempre più spesso. La propaganda però si può battere con la corretta informazione e, ancora una volta, ribadiamo che non esiste alcuna correlazione tra cornavirus e sbarco dei migranti.

L’iniziativa di Radicali Italiani sui decreti “sicurezza” e la…

Signor Presidente,

QUATTORDICI mesi sono trascorsi da quando ha firmato il decreto legge in materia di sicurezza e immigrazione, con l’invio contestuale di una lettera al Presidente del Consiglio contenente alcune Sue osservazioni.

QUATTRO mesi sono passati dalla conversione in legge del decreto sicurezza bis, accompagnata da una nuova lettera in cui ha segnalato “rilevanti perplessità” e ha richiesto un nuovo intervento normativo.”

FIRMA L’APPELLO -> link

Libia:Sardine, no a rinnovo memorandum



Le ‘sardine’ si schierano contro il rinnovo del Memorandum Italia-Libia, “accordi – scrivono in un post su Facebook – che sono la macchia più unta della coscienza italiana e di quella europea”.

CHE COS’È IL MEMORANDUM ITALIA-LIBIA -> link

La memoria è la coscienza più intima di una nazione, il metro che ne misura lo stato di salute. La memoria non è e non può essere commemorazione. Sarebbe vuota, perderebbe il suo spessore.
La memoria è e deve essere esercizio quotidiano.
Così, davanti a un Paese nel quale ultimamente quella memoria viene derisa, oltraggiata, violata, servono anticorpi forti e esemplari. Un esercizio quotidiano nelle parole, nelle azioni, nei comportamenti e anche nelle leggi.
Tra qualche giorno, il rinnovo del Memorandum Italia-Libia diventerà formale.
E diventerà formale senza le modifiche che il governo aveva promesso tre mesi fa, quando il rinnovo degli accordi venne sancito, nonostante la richiesta inascoltata di cancellarli. Modifiche che comunque non rendevano meno drammatico un accordo che di fatto ci rende complici.
La Libia non ha uno Stato unico, sovrano, globalmente e chiaramente riconosciuto. Non aderisce alle convenzioni internazionali in materia di diritti umani. È il paese dei lager, delle torture, della compravendita di esseri umani, degli stupri quotidiani, delle esecuzioni sommarie di migranti. È il paese dei trafficanti che operano anche dentro quella guardia costiera che è stata formata sulle navi militari italiane e fornita di soldi pubblici e mezzi italiani. È la Libia di “Bija”, il trafficante di uomini che in Italia è stato invitato a partecipare a incontri ufficiali. La Libia da tempo non è uno Stato, ma il luogo di un genocidio che fingiamo di non vedere e che contribuiamo apertamente a nutrire.
Quegli accordi sono la macchia più unta della coscienza italiana e di quella europea.
Allora, in questi giorni di memoria, in questi giorni nei quali sono più i “grazie” e gli attestati di stima per quella grande partecipazione che abbiamo stimolato, preferiremmo le risposte, i fatti, qualcosa che cambi il corso di una storia che prima o poi ci presenterà il conto. Non solo come italiani, ma anche come individui, come esseri umani. La Libia è un orribile inferno nel quale bruciano i corpi e i diritti di migliaia di persone. Ma un inferno si spegne con l’acqua pulita della memoria, dell’umanità, della responsabilità.
Non con la benzina della propria indifferenza.

Immigrazione. Amnesty International: coi “decreti sicurezza” 80 mila irregolari…

Alla fine del 2020 per colpa dei decreti sicurezza in Italia ci saranno circa 80 mila irregolari in più. Stranieri in condizione di irregolarità, fragilità, emarginazione. Inespellibili di fatto, per mancanza di fondi sufficienti e assenza di accordi coi paesi di origine. Anche non volendo considerare questi ostacoli, per “rimandarli a casa loro” sarebbero necessari 90 anni.

Eccoli i risultati dei cosiddetti Decreti sicurezza, voluti dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e convertiti in legge la 113/2018 dalla maggioranza gialloverde che sosteneva il governo Conte 1. 

È il dato più eclatante che emerge dalla ricerca I sommersi dell’accoglienza, sottotitolata «Conseguenze del decreto legge 113/2018 sul sistema di accoglienza italiano», che Amnesty International Italia ha elaborato nei mesi scorsi e presentato questa mattina a Roma. «Servono radicali modifiche ai decreti sicurezza – è la richiesta di Amnesty – se non l’abrogazione». «Entro il 2020 il numero di migranti irregolari presenti in Italia potrebbe superare quota 670mila. Un numero più che doppio – si legge nella ricerca – rispetto ad appena cinque anni fa, quando i migranti irregolari stimati erano meno di 300mila».

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