Words are Stones. Report internazionale

Questo rapporto è uno dei risultati del progetto “Words are stones“, promosso da Lunaria (IT) in collaborazione con Adice (FR), Antigone-Information and documentation center on racism, ecology, peace and non-violence (EL), Grenzenlos (AT) , Kisa (CY) e SOS Racisme (ES), cofinanziato dal Programma Europa per i cittadini dell’Unione Europea. Il rapporto raccoglie i risultati di uno studio, un confronto e una discussione condivisa su discorsi ostili e violenti nel dibattito pubblico che ha coinvolto decine di attivisti, esperti e cittadini in sei diversi paesi europei. 

Scarica il rapporto completo sul sito di Cronache di ordinario razzismo

Le conclusioni del RAPPORTO 2019 SULL’ECONOMIA DELL’IMMIGRAZIONE della FONDAZIONE…

LA FUGA DEI GIOVANI ITALIANI. Negli ultimi 10 anni abbiamo perso 250 mila giovani, l’equivalente della città di Verona. In termini economici un potenziale di 16 miliardi di euro (1,1% del PIL).

DIMINUISCONO I FLUSSI DEGLI IMMIGRATI. Rispetto a 10 anni fa sono diminuiti i Permessi di Soggiorno e crollati i Permessi di Soggiorno per Lavoro (-96%). A livello europeo l’Italia è il 14° PAESE per numero di Permessi per LAVORO rilasciati.

IL CONTRIBUTO AL NOSTRO PAESE DELL’IMMIGRAZIONE. Gli stranieri regolarmente presenti nel nostro paese producono 139 miliardi, il 9% del Pil nazionale. Ed anche se occupano principalmente professioni non qualificate contribuiscono sia a livello fiscale che contributivo al nostro sistema economico.

PROSPETTIVE FUTURE. Nel 2038 gli over 65 saranno un terzo della popolazione italiana e questo porterà a forti squilibri economici e finanziari. Dare maggiori opportunità ai giovani italiani ed agli immigrati regolari è l’unica strana per riuscire a sostenere il sistema economico italiano.

“Prassi illegittime nei confronti dei richiedenti asilo: il report…

Servizi Inclusione, settore della Diaconia Valdese che si occupa dell’accoglienza migranti, ha recentemente realizzato un documento di raccolta delle prassi illegittime rilevate a livello nazionale per richiedenti asilo e titolari di protezione inseriti in progetti di accoglienza svolti dal servizio.

Se da un lato il cosiddetto “decreto sicurezza” sta incidendo in modo evidente sulle possibilità di accesso ai diversi diritti finora riconosciuti ai cittadini stranieri che sono regolarmente presenti sul territorio italiano a seguito della richiesta di protezione internazionale – si legge nel documento – dall’altra le prassi illegittime testimoniate da Servizi Inclusione molto spesso derivano dalla poca conoscenza della normativa da parte dei funzionari con cui gli operatori si interfacciano, comportando intoppi procedurali e lavoro aggiuntivo, con la conseguenza di non consentire ai beneficiari di accedere a tutti i diritti che dovrebbero venir loro riconosciuti.

Il lavoro, che copre il periodo dicembre 2018-settembre 2019, è stato realizzato seguendo le linee guida per la raccolta delle prassi illegittime messo a disposizione da ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione).

L’obiettivo è di comprendere meglio cosa succede sul territorio, al fine di poter avviare azioni comuni ma anche condividere buone prassi per la risoluzione, per quanto possibile senza ricorso alle vie legali, delle situazioni in cui i diritti sono stati violati.

Le situazioni di illegittimità vanno dalla mancata iscrizione (o mancato rinnovo dell’iscrizione) al Servizio Sanitario Nazionale al mancato riconoscimento delle esenzioni per reddito, dal rifiuto dei comuni di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo presenti sul loro territorio alle difficoltà di aprire un conto corrente o accedere ad altri servizi quali rilascio di codice fiscale, attestato ISEE ecc.

Per maggiori dettagli scarica il documento "Raccolta prassi illegittime rilevate a livello nazionale per richiedenti asilo e titolari di protezione inseriti in progetti di accoglienza presso la diaconia valdese".

“L’Italia ha interesse all’arrivo di migranti, perché li richiede…

Al disagio che alcuni provano nell’osservare quanto sia arduo gestire, sotto questo aspetto, il fenomeno migratorio si può rispondere in due modi. Il primo, che piace a molti, è quello della escalation repressiva: impedire che gli stranieri partano alla volta dell’Italia (Marco Minniti); se partono ugualmente, impedire che arrivino (Matteo Salvini); se arrivano comunque, sparare alle gambe (Donald Trump).

Il secondo, più meditato, parte dal chiedersi se il nostro paese abbia un interesse all’arrivo di migranti. Ne ha – a mio parere – almeno sotto due aspetti: il mercato del lavoro e il problema demografico.

Tratto da un articolo di Sergio Briguglio, dal titolo "Non passa lo straniero:. Eppure ne abbiamo bisogno" pubblicato su lavoce.info (link)